Murrine

La lavorazione delle murine è da sempre una delle tipicità della produzione muranese. Il loro utilizzo trova la sua massima espressione nella realizzazione di piatti e ciotole in quanto la superficie è sufficientemente ampia da permettere la creazione di armonie e giochi di colore

molto suggestivi.

Oltre alle composizioni più tradizionali, le murrine si prestano a interpretazioni decisamente contemporanee, la grande varietà di forme, colori e disegni permettono la realizzazione di oggetti dalle potenzialità espressive pressoché infinite. Gli oggetti realizzati con le murrine si prestano ad essere inseriti in ambientazioni tradizionali,

contemporaneo e ultramoderno.

La creazione di una murrina richiede che nella fornace ci siano vari crogioli di vetro fuso in diversi colori. Si preleva con un'asta metallica

una piccola quantità di vetro dal primo crogiolo, passando subito dopo a ricoprirlo con dell'atro vetro prelevato da un secondo crogiolo. Si

procede così sovrapponendo più strati di colore e modellando su stampi con costolature a forma di fiore, stella e mille altri motivi . L'insieme di questi strati di vetro verranno a formare un cilindro del peso di cinque, sei chilogrammi che viene tirato per portarlo ad diametro programmato. Le canne così ottenute servono per produrre perle, ciotole, piatti, vasi, ciondoli e tutto ciò che la fantasia dell'artista suggerisce.

Per fare una ciotola, invece, occorre eseguire una composizione a freddo di sezioni di canna

(più alte di quelle usate per le perle) formando un disco della dimensione voluta, e portarla quindi a fusione. Si otterrà un disco compatto che deve essere, dopo raffreddamento, molato e posizionato sopra uno stampo ceramico. Portando il tutto nuovamente a temperatura, il disco prenderà la forma dello stampo che sta sotto. Successivamente l'oggetto viene rifinito con un'operazione di molatura.